Semi autofiorenti di cannabis legale; è possibile coltivarli?

Coltivare la cannabis legale è possibile ma prima di capire come fare occorre comprendere cosa sono i semi autofiorenti e quindi come si possono coltivare autonomamente.

Semi di cannabis autofiorenti

Si tratta di semi in grado di produrre delle piante capaci di fiorire dopo 2-3 settimane. Chi sceglie di coltivarli non deve preoccuparsi di gestire l’illuminazione e di innescare i processi che scatenano la fioritura come invece dovrebbe avvenire normalmente con le altre tipologie di piante. I semi autofiorenti necessitano di un tempo inferiore per crescere, tanto che alcune tipologie di cannabis sono pronte in poco meno di 2 mesi dalla germinazione. Un altro vantaggio di queste piante è quello di essere piuttosto piccole e compatte, rendendole perfette per la coltivazione domestica ed indoor. Trattandosi di semi semplici sono molto indicate per chi comincia a coltivare per la prima volta ed è senza molta esperienza in materia. Tuttavia, anche i più esperti possono ricevere grandi vantaggi grazie alle piante autofiorenti risparmiando tempo e fatica.

Piante femminizzate o fotoperiodiche

Le piante femminizzate, dette anche fotoperiodiche, fioriscono in tempi e modi che dipendono dalla quantità di luce ricevuta. In natura questi vegetali iniziano la fase di fioritura quando le giornate diventano più brevi, mentre nella coltivazione indoor necessitano di 12 ore di buio ed altrettante di illuminazione. Le varietà autofiorenti, invece, non hanno bisogno di una determinata quantità di luce per iniziare a fiorire e quindi vengono definite piante “non fotoperiodiche”. I semi autofiorenti fioriscono autonomamente entro 4 settimane ed il raccolto, dalla semina, generalmente avviene entro 10 settimane. Rimanendo piccole, le piante non richiedono particolari attenzioni e cure e, grazie ai rapidi tempi di sviluppo, sono possibili più raccolti in un’unica stagione.

Scegliere i semi autofiorenti e perché

I coltivatori che scelgono i semi e le piante autofiorenti lo fanno per la loro facilità di coltivazione e per le loro piccole dimensioni che le rendono perfette anche se si ha poco spazio. I consumatori, invece, scelgono la cannabis autofiorente perché ne esistono tante varietà e quindi sono disponibili tipologie di piante adatte a praticamente tutti, sia a chi fuma per stimolarsi sia a chi lo fa per rilassarsi e distendersi. Le autofiorenti, inoltre, hanno meno THC rispetto alle piante femminizzate e quindi esistono varietà apposite con cui ottenere la cannabis light legale.

Coltivare i semi autofiorenti

Le piante autofiorenti possono essere coltivate in casa. Per farlo è fondamentale scegliere un terriccio più morbido rispetto a quello impiegato per le piante femminizzate. Il programma di illuminazione può restare lo stesso delle piante fotoperiodiche se si preferisce la coltivazione indoor. Optando per la coltivazione outdoor, invece, non sarà necessario preoccuparsi del ritmo delle stagioni. I semi autofiorenti possono essere piantati in ogni momento dell’anno anche se occorre prestare attenzione al freddo e alle gelate. In circa 10 settimane si potrà procedere con il raccolto. Piantate a distanza di qualche settimana l’una dall’altra, le piante autofiorenti possono consentire diversi raccolti durante una stessa stagione e, date le dimensioni molto piccole, si può tranquillamente piantare una discreta quantità di vegetali anche se non si hanno a disposizione spazi enormi.
Per coltivare le autofiorenti indoor è necessario mantenere una temperatura di circa 20 gradi. Temperature più alte oo basse possono rallentare lo sviluppo delle piante. Anche l’umidità deve essere tenuta sotto controllo e mantenuta intorno al 50% per avere una crescita ottimale dei semi senza muffe e patogeni.
Per quanto riguarda le sostanze nutritive necessarie, le autofiorenti non hanno bisogno di grandi quantità come le fotoperiodiche. Lo stesso vale per la quantità d’acqua perché essendo più piccole tendono ad assorbirne minore quantità. Questo significa che il terreno non deve mai essere bagnato eccessivamente e tra un’irrigazione e l’altra è necessario aspettare che sia completamente asciutto. Il fertilizzante, infine, può essere dato alle piante autofiorenti purché le quantità siano minori rispetto a quella raccomandata per le femminizzate.