Protocollo RS-232: tutto quello che devi sapere

Per un esperto informatico il protocollo RS-232 è un concetto di fondamentale importanza, ovvero qualcosa con cui ha a che fare quotidianamente. Per chi, invece, non ha mai sentito parlare di questo tipo di standard, la guida qui sotto aiuterà a fare chiarezza sull’argomento.

Innanzitutto specifichiamo di trovarci in un ambito piuttosto specifico, ovvero quello dello scambio di dati tra dispositivi digitali. Questo avviene grazie a una serie di protocolli, codici e componenti. Sul mercato oggi questi sono forniti da aziende di grande serietà e professionalità, come è il caso del protocollo rs232 Moxa.
Vediamo meglio di cosa si tratta.

Una spiegazione semplice di “protocollo”

Come dicevamo poc’anzi per far sì che due o più dispositivi digitali possano comunicare tra loro è necessario un protocollo di comunicazione uguale per tutti.

Nella vita quotidiana, quando accendiamo una cassa Bluetooth e la colleghiamo al nostro smartphone, oppure quando avviamo una piattaforma streaming da una console collegata alla TV, compiamo questi gesti in modo automatico, quasi scontato.

Raramente ci chiediamo come sia possibile che due o più dispositivi diversi tra loro per forme e funzioni possano comunicare e offrirci il servizio di cui abbiamo bisogno.

Ebbene dietro queste comunicazioni ci sono degli standard, concetti definiti a monte che tutti i produttori di elettronica sono tenuti a rispettare. Ovviamente qui abbiamo semplificato molto il concetto perché, nella realtà, la questione è decisamente più complessa.

Il protocollo RS-232 e la sua diffusione nel mondo

A ogni modo il protocollo RS-232, quello di cui parleremo oggi, deriva anch’esso da precisi standard, dettati dall’Electronic Industries Alliance, un’organizzazione-alleanza commerciale tra costruttori elettronici statunitensi e varie associazioni di categoria.

Il suddetto protocollo, meglio noto come EIA RS-232, è una porta seriale, o meglio, un’interfaccia seriale a bassa velocità di trasmissione ed è utilizzata per scambiare dati tra dispositivi digitali. In Europa il suo equivalente è noto come CCITT V21/V24 e non è altro che un preciso standard a cui i produttori si attengono in modo che la comunicazione tra dispositivi sia possibile.

Uno standard ancora oggi molto diffuso

Nello specifico l’RS 232 è caratterizzato da una serie di protocolli di tipo informatico, meccanico ed elettrico che favoriscono il passaggio di dati a bassa velocità e prevedeva anche la definizione delle caratteristiche di segnali, strutture e temporizzazione dei dati rispetto al flusso per il quale veniva utilizzato.

Questo standard, tuttavia, ha una storia di oltre quarant’anni per cui è cambiato molto rispetto alle sue origini ed è evoluto enormemente, soprattutto vista l’entrata in scena di sempre nuovi dispositivi digitali.

L’ultima grande revisione di questo standard è avvenuta nel 1997, quando al protocollo è stata aggiunta una lettera, facendolo diventare EIA RS-232f. Sul mercato si trovano altre versioni come quella che termina con la “c” e che, invece, risale al 1969.

Le modifiche sorsero per rispondere al cambiamento del mercato dei dispositivi digitali se consideriamo che, alle origini, tale standard nacque per far comunicare mainframe e terminali attraverso la linea telefonica e un modem DCE.

Dagli anni ’90 ad oggi

A partire dagli anni ’90 lo standard si diffuse in tutti i PC da scrivania e, nel giro di un solo decennio, fu completamente sostituito da una nuova tecnologia, quella USB. La ragione derivava proprio dalla sua lentezza con cui, ad esempio, era impossibile collegare computer e modem.

Tuttavia ha trovato ampio impiego, e lo trova ancora oggi, presso gli utilizzi industriali e professionali, ovvero laddove sia necessario far comunicare tra loro periferiche di vario genere, stampanti, scanner, lettori di codici a barre, scanner di tessere magnetiche e così via.

Proprio perché non è ancora stato completamente sostituito si tratta di un seriale molto richiesto e, quindi, ancora in commercio presso i maggiori distributori italiani e internazionali.