Perché sono stati chiusi i siti di streaming online per film e serie tv?

Il 9 Settembre 2019 sarà una data certamente da ricordare per gli appassionati di sport film e serie tv a costo zero, le autorità italiane infatti hanno chiuso in via definitiva i più conosciuti siti di streaming online, grazie ai quali era possibile godersi i migliori film appena usciti e le serie tv senza dover sborsare un centesimo.

Come tutto ha avuto inizio…

La chiusura dei migliori siti di streaming online ha avuto inizio con un indagine della Polizia fatta in collaborazione con la Guardia di Finanza, che da quanto emerge è partita a inizio estate 2019, periodo nel quale le forze dell’ordine hanno stilato un elenco dei siti più ricercati dagli utenti andando successivamente ad indagare su quali di essi fossero presenti contenuti di pirateria, quindi illegali. Inutile dire che durante le ricerche sono stati individuati ben 114 siti di streaming online che violavano la legge.

L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo dei domini utilizzati dai siti di streaming online, le autorità hanno anche sottolineato la semplicità dell’indagine, visto che tali siti erano facilmente accessibili inserendo la parola “streaming” o “on-demand” accanto al contenuto che si desiderava visualizzare.

Tipologie di siti sequestrati

Gli agenti non hanno fornito un elenco completo degli indirizzi web sequestrati, tutti ovviamente italiani, ma hanno comunque annunciato la presenza nell’ elenco di tipologie diverse di siti. Innanzitutto sono stati bloccati i servizi di streaming film e serie tv (per fortuna, non Filmpertutti), che permettevano di scaricare e guardare persino i contenuti appena usciti nelle sale, e i siti che permettevano di guardare in diretta programmi presenti esclusivamente su canali a pagamento, poi l’attenzione delle autorità si è focalizzata sui canali pirata on-demand e sui canali che trasmettevano importanti avvenimenti sportivi, come le partite di Champions League, che trasmettevano tutto in tempo reale senza nessuna concessione da parte dell’ emittente televisivo, in maniera del tutto illegale.

Bloccata dunque una vera e propria miniera d’oro, che faceva guadagnare ai gestori di questi siti, tutt’ora ancora ignoti, delle grandi somme di denaro attraverso le inserzioni pubblicitarie e gli abbonamenti low cost, che includevano a prezzi davvero irrisori, ogni sorta di contenuto desiderato.

E’ davvero la fine per i siti di streaming online?

L’operazione di sequestro ha diviso l’opinione pubblica in due parti, da un lato c’è chi sostiene che ormai i siti pirata siano destinati a crollare sempre più in fretta grazie al controllo continuo svolto dalle forze dell’ordine, costringendo così anche i più tirchi all’acquisto di un abbonamento a norma di legge, mentre dall’altro lato c’è chi afferma e sostiene che la Polizia non sarà mai in grado di neutralizzare completamente i servizi di pirateria, che sono sempre più diffusi sul web.

Ricordiamo infatti un’operazione similare svolta a inizio 2018, puntata anch’essa sulla chiusura definitiva dei siti di streaming online. Tale operazione destò inizialmente scalpore su tutte le piattaforme social, migliaia di utenti si lamentarono dell’impossibilità di accedere ai contenuti in streaming, alcuni si erano persino rassegnati al’ acquisto di un regolare piano contenuti, nell’ arco di pochi giorni però la situazione ritornò alla normalità.

Ogni servizio di streaming precedentemente bloccato rimise di nuovo a disposizione film serie tv ed avvenimenti in diretta, operando sempre con lo stesso nome e indirizzo, al quale bastò semplicemente cambiare il dominio finale di ricerca.