Nuova normativa Euro 7 per auto benzina e diesel

Sono in arrivo le nuove norme sui motori Euro 7 per le auto a benzina e diesel: regole che si aspettano da mesi e su cui la Commissione Europea sembra ormai essere vicina a trovare la giusta quadra. Il nuovo regolamento che limiterà le emissioni di agenti inquinanti nocivi come idrocarburi, monossido di carbonio e particolato, andrà a sostituire quello già esistente sulle macchine Euro 6, che risale al 2014.

Secondo le prime informazioni, in attesa della pubblicazione ufficiale, la nuova normativa Euro 7 verrà attuata a partire dal 2026: una data che ha suscitato malumore nelle case automobilistiche, le quali ritengono dispendioso l’investimento anche alla luce del divieto di vendita di modelli di auto con motore termico che entrerà in vigore in tutta Europa a partire dal 2035. Abbiamo parlato di questo argomento con Matteo della Concessionaria Grignani.

Norme Euro 7: la proposta

Inizialmente la Commissione Europea sembrava intenzionata ad aumentare le restrizioni, ma le pressioni e le proteste del mercato automobilistico hanno contribuito ad invertire la tendenza. Le nuove norme Euro 7 potrebbero quindi non essere molto differenti da quelle già esistenti sugli Euro 6: la Commissione Europea sembra propensa ad ascoltare le perplessità e i dubbi delle case automobilistiche che chiedono limiti meno stringenti. Se da una parte è vero che dal 2035 tutte le auto prodotte dovranno avere il motore elettrico, è anche vero che le auto a motore termico continueranno a circolare e una normativa troppo rigida metterebbe in seria difficoltà sia il mercato automobilistico sia le famiglie europee.

Dovrebbero essere mantenuti gli standard attuali, quelli della normativa Euro 6, con la sola esclusione della CO2 che viene considerata una sostanza clima alterante e decisamente più impattante sull’ambiente rispetto ad idrocarburi e particolato. Una decisione che non soddisfa pienamente i sostenitori della nuova tecnologia Euro 7, i quali chiedevano normative più rigide e livelli di emissioni più bassi per far diminuire le morti legate all’inquinamento atmosferico. A preoccupare le case automobilistiche sono anche i costi per la realizzazione di motori ad Euro 7: un investimento che potrebbe rivelarsi privo di senso se effettivamente la scelta dell’Unione Europea è quella di una completa elettrificazione a partire dal 2035. Costi che, inevitabilmente, andrebbero poi a ripercuotersi sul consumatore finale con l’aumento dei prezzi degli autoveicoli nelle concessionarie.

Normativa Euro 7: cosa cambia e quando entra in vigore

Se anche venissero approvate nelle prossime settimane, le nuove regole non saranno in vigore almeno fino al 2026. Dopo la pubblicazione da parte della Commissione Europea, le norme sugli Euro 7 passeranno attraverso un processo di “codecisione” che stabilirà in maniera definitiva quando entreranno in vigore. La data potrebbe quindi slittare di qualche anno. Una decisione che potrebbe avvenire anche in seguito alle ultime prese di posizione delle case automobilistiche, che stanno investendo cifre importanti per prepararsi alla politica delle “zero emissioni” e rischiano di non riuscire a sostenere un doppio investimento. E’ questo il motivo per cui l’approvazione del regolamento è già stata rimandata più volte; inizialmente era prevista a fine 2021, poi ad aprile 2022 e infine il 22 luglio: l’iter sembra ormai essere concluso, le indecisioni superate e la nuova normativa sugli Euro 7 è prossima ad essere pubblicata.

In attesa di vedere scritto nero su bianco le nuove regole, le case automobilistiche continuano ad avere perplessità. Progettare motori Euro 7 richiede un importante investimento economico e a conti fatti i nuovi motori a benzina o diesel resterebbero sul mercato per poco più di dieci anni. Ecco la motivazione per cui le case produttrici sono restie alla produzione: non avrebbe senso impiegare soldi e tempo in una tecnologia che, con l’avvento delle auto elettriche, scomparirebbe nel 2035. E poi c’è la questione relativa a furgoni e camion, veicoli per i quali il passaggio alla completa elettrificazione entro il 2035 è quasi impossibile.

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