Industria 4.0: sarà l’automazione la risposta al Covid?

Prevedere l’evoluzione degli scenari economici futuri è diventato un’impresa ancora più ardua dopo la diffusione della pandemia da Covid 19, anche tenendo conto del fatto che l’emergenza sanitaria è ben lontana dall’essere risolta. Tutto il mondo è stato destabilizzato dal coronavirus, e tra gli ambiti che ne hanno risentito in misura più consistente c’è senza dubbio quello relativo alla produzione industriale. In questo campo, infatti, si sta patendo la crisi più forte che si sia mai vista dal secondo dopoguerra ad oggi, non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo gestionale.

Le conseguenze del lockdown

È evidente, infatti, che l’imposizione del lockdown ha avuto conseguenze disastrose, terrorizzando i mercati internazionali e spaventando gli imprenditori. Certo, in alcuni casi il ricorso obbligato allo smart working ha rappresentato una sorpresa positiva, ma ovviamente non in tutti i contesti c’è stata la possibilità di fare affidamento su questa soluzione. Si tratta, infatti, di una strada che non può essere percorsa in tutti i settori, e così un gran numero di aziende non ha potuto fare altro che interrompere la produzione, almeno in maniera temporanea. I contraccolpi economici che ne sono derivati sono facili da immaginare.

L’Industria 4.0 come rimedio alla crisi

E se la soluzione fosse da rintracciare nelle dinamiche dell’Industria 4.0? Questa è la speranza di numerosi imprenditori, che nel frattempo hanno ricominciato ad aprirsi al futuro e a guardare all’avvenire con rinnovato spirito positivo. Certo, c’è sempre il timore che la tanto temuta seconda ondata pandemica possa innescare un nuovo stop obbligato delle risorse umane, ed è per questo che si tenta di automatizzare ogni reparto indispensabile per la prosecuzione della produzione, così che si possa sopperire alle eventuali assenze che si dovessero verificare.

L’espansione dell’automazione industriale

Se fino a qualche tempo fa i programmi per la gestione logistica parevano appannaggio esclusivo delle grandi multinazionali, oggi realtà come i magazzini automatici e l’automazione industriale in generale riguardano tutti. Affidabilità e tecnologie sono temi di interesse anche per le imprese di piccole e medie dimensioni che hanno la necessità di rendere la produzione più efficiente: il che vuol dire fare sì che diventi autonoma e, soprattutto, svincolarla dalle possibili conseguenze di eventuali interferenze future.

Quale ruolo per l’automazione industriale

Per la ripresa, o comunque per la gestione della crisi, i magazzini automatici e la robotica sembrano destinati a ricoprire un ruolo di primo piano. Ormai si è capito che la pandemia ha impresso una notevole accelerazione a questo processo, e non ci sarà mai un ritorno alla normalità nel senso che non si presenterà più la stessa situazione di prima. Dalla crisi e dall’emergenza possono nascere opportunità inedite, il che vorrà dire anche approcciarsi alle tecnologie in modo differente. Lo smart working non è che uno dei tanti esempi che si possono menzionare sotto questo profilo, ma vale la pena di citare anche la remotizzazione dei processi. Industria 4.0 vuol dire anche ridefinire il modo in cui il lavoro verrà organizzato. 

Come saranno i robot del futuro

Mentre i software per la gestione della logistica mostrano un altro livello di affidabilità e tecnologie come i magazzini automatici sono già state testate, il lavoro di ricerca e sviluppo si deve concentrare in modo particolare sui robot, che hanno ampi margini di miglioramento dal punto di vista della sensibilità. Se venissero affiancati dalle tecnologie di intelligenza artificiale, infatti, essi diventerebbero migliori nell’adattare il proprio comportamento; insomma, sarebbe più collaborativi, e quindi in grado di interagire sia con l’ambiente che con gli operatori.

I sensori

I sensori potranno – e forse dovranno – essere utilizzati in futuro per molte mansioni che ora sono delegate al controllo umano: si pensi per esempio alla manutenzione dei macchinari. È chiaro che l’occupazione potrà essere mantenuta solo nei casi in cui non vi siano problemi in termini di distanziamento tra le persone, poiché sarà fondamentale minimizzare i contatti. Così, potranno avere ancora più opportunità di impiego gli ingegneri e i data scientist, visto che l’automazione e la digitalizzazione sembrano due strade obbligate. Anche settori in apparenza lontani da queste realtà, come le officine meccaniche e le fonderie, si stanno avvicinando sempre di più all’automazione, il solo rimedio per scongiurare i fermi della produzione.

La robotica collaborativa

Lungo un percorso che sembra individuare nell’automazione la risposta al Covid in ambito economico, sono molte le sfide da cogliere e da accogliere: per esempio la necessità di far lavorare insieme, e quindi collaborare, sensori realizzati da produttori diversi, in un contesto in cui manca ancora uno standard operativo internazionale che sia forte a sufficienza. Un altro obiettivo da raggiungere è quello di incrementare la facilità di installazione dei robot nel ciclo produttivo, così che da un lato i rischi per gli operatori si riducano al minimo e dall’altro lato la produttività possa essere accresciuta.