Il mondo si salva anche con la stampa 3D

Se pensiamo a una tecnologia verde ed ecologica il primo pensiero probabilmente non sarà destinato alla produzione additiva, il nome tecnico con il quale si definisce la stampa 3D. Probabilmente perché non è ancora una tecnologia con un utilizzo di massa, o perché i più informati sanno che alcune questioni sulla sostenibilità di questa tecnologia sono ancora controverse. Tuttavia se immaginiamo un mondo più sano e meno avvolto dai fumi dell’industria stiamo anche immaginando un mondo con più stampanti 3D, che attualmente è la tecnologia con il miglior rapporto tra emissioni ed efficienza.

Considerando solo il ciclo di stampa in sé le stampanti tridimensionali non sono meglio di un qualsiasi processo di produzione più antico. Anzi, pare che secondo alcuni studi il 3D risulti addirittura più inquinante. Dipende dai casi, chiaramente. Innanzitutto questa macrocategoria, quella della produzione additiva, è un cappello sotto il quale stanno vari processi di stampa che usano principi diversi, alcuni più inquinanti di altri. I materiali utilizzabili sono altrettanto distinti: si va da quelli biodegradabili a plastiche estratte dal petrolio, da scarti riutilizzati come nuovo filamento ai polimeri metallici che sono molto dispendiosi da produrre.

Le combinazioni sono tante e, per l’appunto, alcune non meritano la certificazione di sostenibilità. Tuttavia allargando il campo e osservando tutto il ciclo produttivo ci si accorge che la stampa 3D ha accorciato enormemente la filiera di produzione generando un grande risparmio sotto ogni punto di vista. Si consideri che un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di anidride carbonica nell’UE è causato dal trasporto di merci su gomma e su rotaie. La produzione additiva ha la potenzialità per impattare con nettezza su questo aspetto riducendo la distanza tra il luogo in cui l’oggetto viene prodotto e quello in cui dev’essere utilizzato.

Pensiamo a un ospedale che durante la pandemia, se fosse stato dotato di una stampante 3D, avrebbe potuto stampare occhiali e maschere anti-contagio senza dover attendere l’arrivo di un ordine. In ciò risiede la comodità di avere sempre a disposizione la possibilità di creare un oggetto di immediata necessità, che per forza di cose avremo a disposizione prima e impattando molto meno sull’ambiente. Contestualmente diminuiscono anche i costi di magazzino, visto che in assenza di un oggetto basterà stamparlo. Prendiamo ad esempio l’industria dell’ottica, dove i modelli di occhiali talvolta finiscono o sono in esubero, investire in una stampante 3D in questo caso cambia totalmente le spese di un certo business.

La stampa 3D però è una tecnologia più green delle altre proprio per il principio di funzionamento. Qualunque tipo di tecnologia legata alla produzione additiva infatti si basa sull’aggiunta di materiale strato su strato fino a che non viene fuori l’oggetto ultimato. Questo è un funzionamento molto diverso rispetto a quelle tecnologie che invece vanno per sottrazione, togliendo materiale a dei blocchi più grandi per ottenere l’oggetto finito, e generando tanto materiale di scarto. Con la stampa 3D invece semplicemente resta della materia prima che non è stata utilizzata ma che potrà esserlo nel prossimo ciclo di stampa.

Questo aspetto si lega alle nuove potenzialità in campo di progettazione, visto che questo funzionamento per addizione permette a queste moderne stampanti di abbattare alcuni limiti tecnici. In pratica il 3D consente di generare degli oggetti già assemblati o dei pezzi interi che, con le tecnologia canoniche, sarebbero invece stati composti da più parti. Ciò riduce i consumi, fa usare meno materiale, aiuta le performance dell’oggetto stesso.

Insomma quello che ci prospetta la stampa 3D è una produzione più green, più veloce, che coinvolge meno soggetti e fa risparmiare. Se non è ancora plausibile che ogni singolo ente si doti di una stampa 3D, è già immaginabile una rete di service di stampa professionali sul territorio. Il format è molto semplice: questi enti, almeno quelli col servizio più completo, possono essere contattati fin dalla fase di progettazione; per ricevere un preventivo di stampa 3D basta caricare un file cad e stabilire le unità da stampare. In meno di tre giorni (dipende comunque dalla complessità delle finiture da applicare) l’oggetto sarà recapitato. Sono questi, i service di stampa, che più di tutti stanno trainando in avanti l’utilizzo di questa tecnologia, moderne fabbriche silenziose (che possono stare tranquillamente nel centro abitato), veloci ed efficienti che danno vita a forme che finora non potevamo permetterci di immaginare. Il tutto senza fare troppo danno all’ambiente che ci circonda.