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Google Ads: come funzionano gli annunci adattabili

Hai mai promosso la tua azienda tramite Google ADS (AdWords)? Ogni volta che facciamo una ricerca su Google o semplicemente navigando su internet, abbiamo sotto il naso gli annunci degli inserzionisti che promuovono i loro prodotti o servizi.

Come può il  fatturato dipendere da titolo, url e descrizione?

Hai mai creato un annuncio adattabile efficace e che porta gli utenti a comprare?

Riesci ad attrarre l’attenzione dei tuoi potenziali clienti?

In questo articolo voglio spiegarti come questo nuovo modo di creare annunci, che pur essendo ancora in versione Beta (cioè la versione di prova), ti porterà vantaggi economici e in termini di fatturato.

Cosa sono gli annunci adattabili e perché usarli?

Per prima cosa soffermiamoci sull’importanza degli annunci. Un buon annuncio, ci permette di catturare l’attenzione dell’utente a cui viene proposto, spingendolo verso di noi. In seconda battuta lo usiamo per filtrare/selezionare fin da subito le persone a cui non interessa quello che abbiamo da offrire, attirando verso di noi un pubblico profilato e davvero interessato alla nostra proposta.

Una volta capita l’importanza di fare un annuncio coerente con quello che offriamo, le parole chiave e la pagina di destinazione sul nostro sito, avremo in testa l’importanza di creare un filo logico che unisca questi punti.

Gli annunci adattabili si dividono in due categorie principali:

  • Annunci adattabili su rete di ricerca
  • Annunci adattabili su display

Si differenziano dai normali annunci perché sono creati automaticamente da Google tramite gli asset. Con asset intendiamo un gruppo formato da vari titoli, descrizioni, immagini che normalmente usiamo per gli annunci classici, ma che in questo caso Google combina in modo che siano più interessanti all’utente a cui vengono proposti.

Google crea decine di varianti, fino a trovare quella che funziona meglio e che quindi porta il risultato. Con gli annunci adattabili su rete di ricerca utilizzano gli asset di titoli e descrizioni, creando ovviamente soltanto annunci testuali.

Mentre gli annunci adattabili su display ci offrono una volta indicata, l’immagine da usare come logo e le altre immagini da utilizzare e adattare in tutti i formati possibili il nostro annuncio.

Inserendo anche qui varie parti testuali, fondamentali.

Questi annunci ci permettono di non dover più creare tutti i formati e dimensioni possibili dei banner pubblicitari, ma di poter fare tutto in modo automatico e adattabile.

I titoli: attrarre l’attenzione selezionando gli utenti

I titoli sono la parte fondamentalie dei nostri annunci testuali. Ci permettono di attrarre l’attenzione e di dare informazioni fondamentali all’utente in 30 caratteri. Dando le informazioni corrette all’utente, usando la sintesi ed essendo specifici e coerenti, possiamo già fargli capire cosa troverà una volta cliccato sull’annuncio.

Questo ci permette di aumentare la qualità del clic, risparmiare e avere persone più qualificate che entrano sul nostro sito internet.

L’attenzione possiamo attrarla in vari modi, in primis tramite un’offerta o una promozione esclusiva. Ma possiamo e dobbiamo inserire caratteristiche che ci differenziano dalla concorrenza, evidenziando i nostri punti di forza.

Inoltre, per creare la massima coerenza con le parole chiave che attivano gli annunci e l’annuncio stesso, è sempre buona norma includere dentro l’annuncio le stesse parole chiave selezionate per l’annuncio.

Queste regole valgono anche per gli annunci testuali classici, mentre la particolarità fondamentale degli annunci adattabili sta nell’utilizzo degli asset di titoli, quindi vari titoli che alternandosi tra di loro ci daranno prestazioni davvero interessanti.

Nota: seleziona con attenzione i titoli che scrivi nella posizione 1 e nella posizione 2, infatti questi titoli saranno mostrati in tutti gli annunci con maggiore frequenza rispetto agli altri titoli in lista. Quando scrivi i titoli ricorda bene che non devono essere “collegati tra di loro”, non proseguire mai il titolo in un altro titolo perché “non ci stai nei caratteri”, Google non ti premierà.

Nella nostra lista di titoli che inseriamo nelle posizioni dalle 3 in giù.

Dobbiamo inserire titoli non per forza collegati alle parole chiave che attivano gli annunci, ma con questi titoli possiamo testare cosa funziona meglio, e alcuni esempi possono essere:

  • call to action come ad esempio: “Scopri di più”;
  • domande che l’utente si può porre;
  • scadenze o limiti di tempo, facendo leva sulla scarsità;
  • località e dove offri i tuoi servizi, fondamentale se siamo un business locale.