Furto di dati personali e frodi informatiche: una piaga che vede l’Italia fra i Paesi più colpiti 

L’Italia è uno dei paesi più soggetti a furti online e frodi informatiche. È quanto emerge dall’ultimo report del CRIF in merito, che evidenzia dati preoccupanti. Solo nel primo semestre del 2022 è stato rilevato un incremento del 44,1% dei dati rubati nel dark web rispetto al semestre precedente. In sostanza, oltre 780.000 persone, nella prima metà del 2022, sono state vittime di attacchi informatici. 

Siti web, forum, ma anche comunità specializzate nel dark web, quell’ecosistema nascosto raggiungibile solo mediante appositi browser o ricerche mirate. È qui che avviene il principale scambio di dati tra hacker, un vero e proprio mercato di credenziali, password, codici fiscali, numeri di telefono e qualsiasi altra informazione utile a identificare una persona.

È proprio dal dark web che proviene la maggior parte degli alert di questi primi sei mesi del 2022 analizzati, l’84%, mentre dal web pubblico la percentuale è sensibilmente inferiore, il restante 16%.

Ancora troppo diffuse le password di facile intuizione

Furti che non avvengono per caso, spesso agevolati dall’ingenuità dell’utente, che si affida a password fin troppo semplici, di facile intuizione per gli esperti del crimine informatico: basta pensare che la sequenza “123456” fa ancora parte della top ten, insieme alla stessa parola “password”, per capire quello di cui stiamo parlando. 

Un lavoro fin troppo facile per gli hacker, che in brevissimo tempo si guadagnano l’accesso a caselle di posta e account e – di conseguenza – a una moltitudine di dati sensibili.

Come dicevamo, pronti per il mercato nero: informazioni personali che vengono rivendute per l’invio di e-mail con richieste di denaro o per tentativi di phishing, fra le frodi informatiche che ultimamente vanno per la maggiore.

Più vittime fra gli uomini e nella fascia 41-50

Alcuni dati anche in merito al profilo delle vittime. I più bersagliati sono gli utenti web dai 41 ai 50 anni, che rappresentano il 26,2%, seguiti a ruota dalla fascia successiva (51-60 anni) col 25,5%, a pari merito con gli over 60. A livello di genere, invece, sono gli uomini i più soggetti ad alert, il 63,2%.

Frodi informatiche al primo posto fra le paure degli italiani in tema di sicurezza

La tendenza rilevata dall’osservatorio bolognese trova conferma nei timori degli italiani, esternati in occasione delle interviste mese a punto per il primo “Osservatorio sulla sicurezza della casa” a cura di Censis, Verisure Italia e del Ministero dell’Interno. La paura di subire un furto di dati online supera anche quella di ritrovarsi nel contesto di una rapina (25,5% contro il 23,2%) e capeggia la lista delle violazioni più temute dagli italiani. Al 23% troviamo il rischio di esser vittime di un furto d’auto (23%) e subito dopo quello di venire coinvolti in una tuffa online (21,1%). Agglomerando i dati, il 56,6% degli italiani teme per la propria sicurezza mentre svolge operazioni online: che siano bancarie, di lavoro o acquisti digitali.

Social media e siti di incontri, terreno di caccia per i cybercriminali

Risultati più che comprensibili, se si pensa a tutto il tempo che trascorriamo quotidianamente nel web, ormai una vera e propria seconda casa, un’appendice della nostra realtà della quale non potremmo più fare a meno. Un mezzo che è diventato fondamentale anche per quanto riguarda le interazioni sociali, la comunicazione e la condivisione, come dimostra il crescente successo dei social network. Che a loro volta possono celare insidie nascoste e pericoli per i nostri dati. Social media e siti di incontri sono un perfetto territorio di caccia per i cybercriminali che possono lanciarsi alla ricerca delle proprie prede tramite profili fake o identità rubate. E, sfruttando i sentimenti dell’altra persona, approfittarne per spillare denaro o – ancora peggio – accedere ai dati della carta di credito del malcapitato.