Franchising e recesso: che cosa fare

Il franchising consiste in un contratto che può essere sciolto, ma talvolta è possibile che si corrano vari rischi se non si sa bene cosa si sta facendo. Ebbene, il franchising e recesso è una tematica importante e al fine di capire esattamente cosa fare per recedere dal franchising senza rischi (come spiegato sul sito https://www.studiolegaleadamo.it/) è strettamente necessario tenere conto di alcuni fattori: spesso infatti è possibile che vi siano dei rischi dati da delle azioni precedenti, e che portino lo stesso affiliato a non ricevere ciò che era stato precedentemente promesso.
Questi rischi vengono solitamente corsi in varie occasioni, specificamente nelle seguenti:

  • Non viene pubblicizzato il marchio dal franchisor;
  • Quest’ultimo ha dato delle informazioni errate quando il contratto è stato concluso;
  • Egli non applica la fornitura della merce in maniera adeguata;
  • Non effettua le attività di consulenza e assistenza che invece dovrebbe garantire.

Questi comportamenti scorretti rientrano nella pratica del franchising e recesso, in quanto consentono di mobilitare il cliente a recedere dal franchising senza rischi.
In particolare, l’affiliato nonché franchisee non guadagna lo stesso denaro che normalmente gli spetterebbe e spesso rischia di mettere la sua stessa attività aziendale in fallimento a causa di questo contratto. Per capire come uscire dal franchising è quindi necessario stabilire innanzitutto quali siano i comportamenti scorretti da parte del franchisor, così da poterne prendere atto ed infine recedere dal franchising senza rischi. Infatti se gli errori non sono stati commessi dall’affiliato e quest’ultimo sta rimettendo delle risorse importanti, può uscire dal contratto senza subire delle conseguenze che normalmente sarebbero presenti.

Come uscire dal franchising

Per poter affrontare in maniera adeguata la tematica del franchising e recesso, è necessario stabilire esattamente che cosa si debba fare per recedere dal franchising senza rischi. In ciascun caso è necessario evidenziare come il franchisor sia la causa dell’aggravamento dello stato dell’attività dell’affiliato, quando invece dovrebbe essere un sistema volto a ridurre tutti i vari rischi tramite la sua consulenza.
In questi ultimi casi è quindi legittimo recedere dal contratto e annullarlo in maniera definitiva, a patto che il franchisor risulti effettivamente inadempiente a ciò che invece era stato stabilito dal contratto e a quelli che sono i suoi doveri verso l’imprenditore affiliato.
Al fine di poter recedere in totale sicurezza e senza rischi dal contratto è necessario dimostrare dinanzi ad un giudice che il franchisor ha avuto una serie di comportamenti inadempienti.
Al contrario, vi sono dei casi dove purtroppo non è possibile recedere dal contratto precedentemente stabilito: questi casi sono posti in atto quando l’affiliato non gradisce più il contratto, ma effettivamente non vi sono dei comportamenti scorretti o dei mancati doveri da parte del franchisor. Se infatti quest’ultimo rispetta il contratto e rispetta i suoi doveri, l’affiliato non può annullare il contratto.
Solitamente il contratto in questione ha una durata minima di tre anni, i quali risultano necessari per svariati motivi. E’ però possibile sciogliere per svariati motivi il contratto dal momento in cui, tramite una sentenza da parte del Giudice o un accordo tra le due parti distinte, vi sia un decorso rispetto ai tre anni minimi. Qualora si abbia la necessità di assistenza legale, è possibile affidarsi a delle apposite strutture che in questi casi garantiscono una consulenza ottimale e finalizzata a garantire la massima attenzione verso il cliente, affinché il contratto possa essere sciolto.