DIDATTICA INCLUSIVA E DDI: COSA FARE IN CASO DI DSA E BES

DIDATTICA INCLUSIVA E DDI: COSA FARE IN CASO DI DSA E BES

Si sente spesso parlare di ambienti digitali, luoghi virtuali all’interno dei quali ci si può addentrare per svago, per curiosità, ma anche per migliorare il proprio studio. Si parla dunque di didattica digitale, un particolare tipo di insegnamento che si serve di particolari strumenti informatici per offrire un supporto continuo a bambini e adolescenti alla ricerca di ambienti per l’apprendimento sempre nuovi. Non bisogna però dimenticare il tema dell’inclusione scolastica, tra gli obiettivi primari del sistema di istruzione italiano.

L’uso consapevole delle tecnologie, connesse alla DDI (Didattica Digitale Integrata), consente a docenti, a maestri di sostegno, a pedagogisti, a logopedisti e a tutte le figure educative, di valorizzare le differenze individuali e supportare gli alunni più vulnerabili grazie alla possibilità di differenziare le modalità di comunicazione.

La didattica inclusiva è essenziale per offrire a tutti gli studenti affetti da BES o DSA (che presentano, cioè, problematiche legate al linguaggio e alla comunicazione) gli strumenti adeguati a raggiungere determinati obiettivi, che siano essi scolastici o extra scolastici.

Nei casi di BES e DSA, in particolare, sempre più di frequente viene utilizzata la “Comunicazione Aumentativa Alternativa”, CAA. Si tratta di un metodo che prevede l’impiego di canali alternativi per garantire la comunicazione dei soggetti in difficoltà e che ha come obiettivo la creazione di opportunità e di effettivo coinvolgimento per la persona. Dunque è un tipo di approccio flessibile e personalizzato che non si utilizza esclusivamente tra i banchi di scuola, ma che accompagna bambini e ragazzi anche nelle ore pomeridiane per svolgere i propri compiti, così come per le attività ricreative.

In quanto Aumentativa, la comunicazione non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio, le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Questo particolare tipo di approccio si avvale inoltre di strategie e tecniche Alternative rispetto al linguaggio parlato.

Le applicazioni e i software dedicati alla CAA, si servono quasi sempre sistemi simbolici ben definiti quali:

  • Picture Communication Symbols (PCS);
  • Widgit Literacy Symbols (WLS);
  • Blissymbolics (Bliss).

Nello specifico, i PCS dispongono di un’ampia raccolta di più di 10 000 simboli divisi in 42 lingue; non hanno regole esplicite di rappresentazione dei significati, ma grazie all’universalità del simbolismo, godono di riconoscibilità immediata da parte dell’utente.

Tra i software che utilizzano questo tipo di approccio vi è ad esempio di The GRID 3, un particolare programma per la CAA che aiuta le persone con disabilità a comunicare, controllare l’ambiente che le circonda e ad utilizzare il loro computer. Tra gli altri, troviamo anche CLICKER 8, un potente software che permette ai ragazzi con bisogni speciali di poter comunicare e studiare tramite le griglie personalizzabili con PCS e sintesi vocale.

I software per la didattica sono considerati come veri e propri Lifetool, ovvero “attrezzi” che favoriscono la CAA da un lato e la DDI attraverso software di calcolo o programmi studiati per aiutare lo sviluppo e il potenziamento delle capacità di memoria e di concentrazione.

Questi strumenti digitali sono pensati per la scuola, per l’autismo, per la dislessia come nel caso dei software Erickson, che godono di una speciale attenzione verso disturbi DSA, BES e verso alcune forme di autismo. Grazie alla sua gamma di prodotti, Erickson propone tanti percorsi digitali per il mondo della scuola, ma non solo. I software allenano le competenze in diverse materie e sono dedicati a bambini e adolescenti con specifiche difficoltà nell’apprendimento, ma sono anche ideali per strutturare percorsi di Didattica Digitale Integrata (DDI), come indicato dalle linee guida del MIUR.

I Software educativi si distinguono in numerose categorie, a seconda del proprio scopo:

PRESCOLARE

Si tratta in modo particolare di software che introducono la scrittura attraverso una fase di disegno, perfetti per l’età prescolare. Attraverso brevi sessioni di gioco con software didattici, si mira all’analisi fonologica e ad altre competenze che accompagneranno poi il bambino a muovere i primi passi verso la scuola elementare.

LOGICA MATEMATICA

Imparare la matematica, i calcoli e le tabelline non è mai stato così divertente.: la vasta gamma di software dedicati alle abilità e alle competenze logico matematiche, offre un supporto costante dal primo all’ultimo numero.

LETTO SCRITTURA

L’italiano, si sa, può risultare davvero complesso. Dalla grammatica alla sintassi, la confusione è all’ordine del giorno, per non parlare poi dell’analisi grammaticale e logica. Grazie ai software di letto-scrittura, i piccoli e giovani studenti avranno la garanzia di strumenti che li aiuteranno ad andare oltre le loro difficoltà grazie ad esercizi chiari e a tecniche di potenziamento della comprensione del testo.

LINGUA STRANIERA

Così come per l’italiano e la matematica, anche le lingue straniere non saranno più un problema. Gli utenti BES potranno avere la possibilità di sentirsi autonomi nell’apprendimento di una lingua diversa dalla loro, ascoltando e confrontando i suoni stranieri con le immagini che appaiono sullo schermo. Giocando e divertendosi insieme ai loro insegnanti virtuali, gli studenti potranno apprendere le nozioni basi di lingue come il francese e l’inglese, raggiungendo la propria autonomia.

In quanto bisogni educativi speciali, tali disturbi costituiscono un vero e proprio ostacolo all’apprendimento, in particolare quando non vengono compresi o peggio non accettati da chi si ritrova accanto ai pazienti che li affrontano quotidianamente.

Quello che i software educativi garantiscono è dunque l’opportunità di comprendere e memorizzare nozioni di base attraverso sistemi alternativi di comunicazione, con lo scopo di supportare – nelle varie fasi dell’apprendimento – l’indipendenza degli utenti senza limitarli, ma donandogli nuove forme di autonomia, a scuola come a casa.