Conta più il marketing o la comunicazione per il fatturato di un’azienda?

Al giorno d’oggi i termini di “marketing” e “comunicazione” hanno iniziato a sovrapporsi tra loro, soprattutto nel gergo comune. Effettivamente non possiamo negare che l’uno includa l’altro vicendevolmente e che, dopotutto, marketing e comunicazione siano due facce della medesima medaglia. In realtà ci riferiamo a due ambiti molto diversi tra loro e che sarà opportuno trattare separatamente, per lo meno per capire se sia più redditizio investire sull’uno o sull’altro per il fatturato di un’azienda.

Perché marketing e comunicazione non sono la stessa cosa?

Il marketing e la comunicazione differiscono tra loro per finalità e obiettivi. Come dicevamo poc’anzi, tuttavia, parliamo di due aree strettamente correlate tra loro e che in numerose organizzazioni vengono trattate quasi indistintamente.

Per la precisione, il marketing ha l’obiettivo di individuare e soddisfare i bisogni umani e sociali mentre, la comunicazione, ha lo scopo di condividere informazioni in un determinato contesto sociale. L’unione di marketing e comunicazione rende il brand completo dal punto di vista comunicativo e promozionale e, dunque, lo sostiene con maggior efficacia all’interno del mercato in cui opera.

Cosa puoi ottenere dal marketing?

Il marketing consente all’azienda o al brand di individuare l’andamento del mercato e di porre soluzioni o risposte puntuali, ideali per soddisfare i bisogni della propria clientela ideale. Grazie al marketing è possibile acquisire nuovi clienti, fidelizzare quelli già acquisiti e consolidare il futuro dell’azienda.

Inoltre il marketing permette di studiare il mercato della concorrenza e di porre in essere azioni mirate ad ottenere maggiori quote di mercato. In altre parole il marketing sostiene l’azienda nella crescita futura e nella permanenza sicura sul mercato nel tempo.

Quali benefici ottieni dalla comunicazione?

La comunicazione, invece, consente di agire a livello di percezione del brand e, quindi, di veicolare i valori e la visione di un marchio. Queste attività permettono alle persone di indentificarsi in questo set di valori e, quindi, avvicinarsi al brand grazie a una visione più ampia del suo operato, andando oltre prezzi e merci vendute.

Infine la comunicazione è l’attività essenziale per farsi conoscere anche da chi concorre a creare l’opinione pubblica, ovvero da media, influencer, istituzioni e organizzazioni che gravitano attorno al micro-cosmo del brand. La comunicazione veicola i valori del brand sia all’interno dell’organizzazione che all’esterno e, dunque, permette al marchio di dotarsi di un’identità ben riconoscibile.

Agire curando entrambi

È chiaro che per ottenere un posizionamento sul mercato più duraturo ed efficace occorra prendersi cura di entrambi gli aspetti. Anzi nella stragrande maggioranza di teorie e strategie presenti in letteratura si suggerisce sempre di agire su entrambi i fronti per distinguersi, verticalizzarsi e proporsi al mercato come unici, originali e irripetibili.

Ci riferiamo, per esempio, alla cosiddetta “mucca viola”, celebre opera di Seth Godin nel quale un episodio banale della sua vita lo aiuta a formulare un pensiero interessantissimo. In particolare, durante un viaggio in auto in Francia l’autore si trova a passare dinanzi a un enorme branco di mucche che, a primo impatto, destano curiosità e ammirazione da parte di tutti i presenti in macchina. Tuttavia dopo qualche momento l’euforia si esaurisce perché, dopotutto, il panorama di mucche rimane il medesimo, senza apportare nulla di nuovo sulla scena.

Ed ecco che, magari, la presenza di una mucca viola nel mucchio avrebbe risvegliato l’attenzione, proprio come suggerisce ai lettori desiderosi di entrare nel mercato offrendo originalità. Distinguersi dal branco, in altre parole, è la chiave del successo di Seth Godin ma è anche un principio fondamentale a cui ispirarsi in azienda, quando si prendono decisioni su come e cosa comunicare e, soprattutto, su quali attività di marketing sia più conveniente investire.